Il ritorno della permanente? Sì, grazie!

Come prendersi cura dei ricci artificiali per trasformarli in ricci sani e perfetti

Le mode tornano, e non solo nel vestire e nel make-up: anche le acconciature e i tagli di capelli del passato possono tornare in auge in tutto il loro più o meno antico splendore o magari un po’ rivisitati.
È il caso della permanente, che ci è letteralmente tornata in testa fulgida come non mai direttamente dagli anni Ottanta, ma per fortuna in forme e dimensioni anche meno eccessive, e soprattutto con modalità che stressano meno i capelli.

Iniziamo dalla forma, che consiste in volumi molto meno carichi rispetto alle chiome leonine degli anni ruggenti. I ricci non sono più strettissimi, ma – come abbiamo visto sulle passerelle di maison come Gucci e Celine – sono una versione un po’ selvaggia delle classiche beach waves; per intenderci, il volume del taglio iconico e decisamente “eighties” di Natasha Lyonne, ovvero Nadia, la protagonista della serie Netflix “Russian Doll”.
Quanto alle tecnologie utilizzate, i passi avanti non sono stati poi così grandi: la percezione che abbiamo del cambiamento della permanente è legata soltanto al tipo di ricci più o meno estremi che vengono creati con questa tecnica, e i relativi strumenti utilizzati (bigodini più o meno “invadenti” una volta messi in posa sulla testa). La composizione chimica invece si è alleggerita rispetto al passato, e alcuni saloni dispongono di formulazioni senza ammoniaca, e in alcuni casi anche senza il tioglicolato di ammonio, che è la sostanza che “rompe la struttura” del capello, permettendogli poi di essere modellato in modo duraturo con il tipo di bigodino che creerà i ricci.

Proprio in virtù di questo stress, i capelli sottoposti a permanente hanno bisogno di qualche cura in più.
Prima del lavaggio, applichiamo delle maschere nutrienti (non a ogni lavaggio, ma stabiliamo quanto spesso in base ai risultati ottenuti dopo le prime applicazioni): questo vuol dire impiegare un po’ di tempo in più di tanto in tanto quando laviamo i capelli, ma i benefici saranno letteralmente palpabili!
Quanto allo shampoo, è imprescindibile dal balsamo, e in profumeria c’è l’imbarazzo della scelta tra prodotti di altissima qualità con formulazioni specificamente ideate per nutrire, proteggere e valorizzare i capelli sottoposti a permanente.
Evitiamo poi di stressarli troppo con il calore del phon: ora che fa caldo, approfittiamo della garanzia di ricci perfetti per accantonare il phon o ridurne l’uso al minimo indispensabile, magari con un veloce passaggio con il diffusore, per accentuare il volume e definire le forme dei ricci.
Se invece fa freddo o del phon proprio non possiamo fare a meno, utilizziamo comunque il diffusore per valorizzare il lavoro del parrucchiere e ricordiamoci di fare delle pause spegnendo ogni tanto il phon per non surriscaldare i capelli.
Arrivati al momento di fissare la “non-piega”, la cara vecchia lacca non è sempre la scelta migliore: rischia di creare un effetto “monoblocco” poco naturale; idem per le spume, decisamente più leggere, ma che vanno applicate nella giusta quantità per evitare di irrigidire la chioma e creare quell’effetto bagnato che toglie movimento e bellezza all’acconciatura. Less is more, in questo caso: basta qualche goccia di olio di semi di lino, applicato con le dita, per definire la forma dei ricci, mantenendoli morbidi e lucenti. In profumeria troveremo certamente l’olio più adatto alle nostre esigenze, e in questo modo renderemo giustizia a un trattamento impegnativo per i nostri capelli, valorizzandone la bellezza e prendendoci cura non solo del risultato, ma anche della salute vera e propria dei capelli, nutriti dall’olio di semi di lino – un vero nutriente e toccasana universale per i capelli – e da tutti i prodotti che abbiamo scelto con cura per una chioma con permanente perfetta, duratura, e sana!


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